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InterRail

Diario dell'InterRail in Francia, Belgio e Olanda 2002.

Benvenuti in un mondo che vi affascinerà, vi catturerà, vi conquisterà! Ovvero quello delle nostre scorribande per l'Europa! Avvertenza: si consiglia l'utilizzo di un vocabolario romano-italiano nel caso in cui qualche termine vi risulti sconosciuto. Per una maggiore leggibilità in fase di trascrizione alcuni termini sono stati modificati. Buona lettura!

Andrea

20 Luglio 2002

23:10 Partenza da Roma Termini... abbiamo cambiato scompartimento per far felice Elisa T. e per stare tutti più vicini, nonostante avessimo prenotato i posti. (Elisa P.)
24:05 Elisa P. Già si mette a fumare. Massimo l'accompagna. (Andrea)
24:30 Elisa T. ha le allucinazioni e già rompe il... tutti sperano che vada a dormire!!! (Marco)

21 Luglio 2002

02:25 Fermata di Livorno. Un barbone mezzo ubriaco è salito in treno... va avanti e indietro barcollando lungo il corridoio. Io e Marco lo sorvegliamo (puzza anche in modo assurdo!). (Andrea)
02:35 Pisa Centrale. Il barbone scende... sale un uomo di colore che ci ride in faccia guardandoci sdraiati, dopo essersi fermato davanti lo scompartimento. Mentre è salito cantava una canzone inneggiante all'islam. E' un KAMIKAZE!!! (Andrea)
06:45 Finalmente siamo arrivati a Torino. Andiamo in un bar vicino a Porta Nuova per fare colazione e torniamo in stazione per prendere il treno per Lione. (Andrea)
08:12 Saliamo sull'EuroCity che ci porterà a Lione...
09:30 Imprevisto! Arrivati al confine con la Francia dobbiamo abbandonare l'EuroCity per prendere posto su un trenino dell'SNCF senza posti prenotati! Li uccido questi francesi dell'SNCF!!! (Andrea)
11:15 Elisa P. ha rimorchiato in treno, peccato che il tipo era un po' drogato! Ma il prof. Gaudiano mi ha insegnato a non avere pregiudizi! (Elisa T.)
11:25 Il tempo del viaggio passa tra il cercare di trovare una posizione ad incastro per dormire e l'ammirazione per la famosa NEBBIA FRANCESE che ci perseguita dall'arrivo a Torino. (Massimo)
11:42 Se fossero le 23:42 non direi niente. Saprei di essere stato sbattuto come un cane abbandonato per 12 ore negli scompartimenti di treni che non mi appartengono. Infatti se fossero le 23:42 non direi niente. Però cavolo, co'sta nebbia! Co' sto sonno! E poi manca pure er caffe! E poi urlare in treno quale locale scegliere per lo spogliarello ad Amsterdam in un vagone che brulica di italiani, non è bello! Perché poi solo ad Amsterdam? Sempre le solite leggende. Perché a Bruxelles ce fa schifo? (Luca)

23 Luglio 2002

Ore 8:50
Fuori programma, oggi non siamo a Brugge. Semplicemente perché ieri non eravamo a Bruxelles. Ci arriveremo fra due ore!
Breve riassunto delle motivazioni: non c'era posto sul treno.
Spiegazione: il TGV bisognava prenotarlo.
Implicazioni: siamo rimasti un giorno in più a Lione. Stamattina, dopo una sveglia alle 4:45, abbiamo preso il treno per Parigi, attraversato velocemente un pezzo di città, e ora siamo sulla coincidenza che ci porta alla meta: Bruxelles.
Note di viaggio e riassunto dei giorni precedenti: Lione è moderna, tecnologica fino al futuristico. La domenica era tutto chiuso e semideserto... ma di lunedì la città s'è svegliata! Certo di bello culturale c'era solo una cattedrale e le sue vetrate, però in compenso la metropolitana sembrava un videogioco, senza conducente e con i neon sulle pareti dei tunnel.
Un'altra nota mi pare opportuna dedicarla al fatto che in Francia non si usa la lingua inglese. Nessuno la capisce, nessuno la parla. Saranno pure nazionalisti, saranno pure ignoranti, però odiarli in certi momenti sembra quasi ovvio.
Il 21, quando eravamo seduti, a riposo, vicino ad un'orrenda cattedrale quasi moderna un fulmine è caduto su un antenna a 30 metri da noi! BOOM... il tuono è stato molto forte!
Cos'altro dire, abbiamo migliorato la teoria di Nietzche: uomo alle 4 e mezza, donna, uomo, ubermensch, ubermeches, metallaro. "Metallaro" è la sintesi finale e superiore. I due stadi precedenti identificano Andrea.

Massimo

Ore 9:25
Se non fossimo partite a quest'ora avremmo speso tutti i nostri soldi in magliette, elastici, coroncine, bacchette da fata e cornici pelose... ma ora siamo sul treno per Bruxelles. Ieri siamo stati al parco della "Tetta d'oro" ed Elisa P. e Luca sono stati mezzora a correre dietro ad uno scoiattolo : senza risultato per Elisa P. La sera ci siamo divisi: io ed Elisa P. siamo state al Mc Donald's perché avevamo speso tutto al centro commerciale, gli altri sono andati in un ristorante a spendere altri 15€. La sera, tutte e due convintissime, siamo andate a letto alle 10 per poi addormentarci alle 11 perché ci siamo messe a chiacchierare di Amsterdam, Disneyland e uomini...

Alice con la collaborazione di Elisa P.

Io non ho molto da dire... Alice ha detto quasi tutto... spero solo che l'ostello a Bruxelles non faccia troppo schifo e che stanotte nessuno russi troppo pesantemente!!!

Elisa P.

Uomini??? Ma di chi avete parlato? E comunque er califfo regna! Vabbè, hanno già detto tutto gli altri, però ho da aggiungere che mi piace troppo l'"insalata alla lionese", avrà 2000000000 di calorie ma è molto buona! Chissà come sarà Bruxelles! Non ci sono mai stata e quindi non so proprio come possa essere. Io ho voglia di cinese!!!

Elisa T.

Una chiappa! Cosa ci farà una chiappa nel bel mezzo del giardino del magnifico ostello "Van Gogh" di Bruxelles? Casomai, sarebbe stato meglio un orecchio, un bell'orecchio gigante così pure Massimo era contento! Invece, neppure un bel basso inciso sulla parete, solo un sax... comunque la stanza è parecchio alla Van Gogh, nel senso che un po' la colori tu un po' te la inventi, un po' te ne vai dopo che ci passi dentro una notte. Comunque, capita. Bruxelles mi è sembrata comunque molto più europea che capitale. Non basta una piazza! Invece Lione "spigneva" e pure parecchio: vialoni alberati, centro un po' bomboniera tipo tipico borgo medievale, tutto pulito, quasi tutto moderno, tutto luci, tutto fari, tutto palazzi pure quelli illuminati, e la notte è tranquilla e poco tossica. Invece questa sera tocca trovare un bagno, perché in camera non c'è. E c'è vento e fa pure un po' freddo. E Bruxelles è piccolina e c'è poco da girare. Ubermensch ci penserà lui. Qualcuno comprerà bigattini per ravvivare la serata. Dice cha fa molto Interrail. Ma tanto la forza è con noi. Ubermensch ha bisogno del suo spazio vitale e lo troverà pure per noi.

Luca

Finally, Interrail. Ostello cafone, ma veramente cafone! Non c'è un bagno decente e ci credo, da quando in qua gli ostelli sono di lusso? 9€ colazione inclusa, un posto molto "in Francia si usa" e stanno pure in Belgio. Penso che avrebbe approvato pure Ubrig, la gente qui offre sigarette alquanto strane. Elisa T. sta per flashare solo per il fumo passivo, tra un po' salta sui tavoli! Andrea ha appena avuto una crisi di astinenza da movimento, mi sa che ha dormito troppo questa notte (4/5 ore!)!!! Il gruppo propone di sbragarsi da qualche pizzo e comunque il saggio, vecchio, buon John Metal Gaudiano propone una mezza inciuccata per stasera!

Marco

24 Luglio 2002

Bruxelles: città disordinata, sporca, brutta, insignificante, triste, sbandata. Piove, di una pioggia ad intermittenza che ti illude facendoti credere che ora puoi levarti l'impermeabile e ora te lo devi proprio rimettere. Però un senso ce l'ha: BIRRA! Birra belga, insegne in ogni strada, peccato non aver assaggiato quella artigianale. Però la birra non basta a rendere la città degna di nota... e poi Holland.

Massimo

Eh già! Bruxelles è andata via e con lei spero il disordine, la disorganizzazione, i tram sotto la metro, le casette sciolte, la lingua doppia che non ci si capisce nulla in ogni caso, i belgi e le belghe di una insignificanza magnifica. Una città un po' sudicia, fradicia, smorta e acida. Mi ha messo dentro un po' di SPLEEN. Vedi cose, strade, gente, case, tutto, che non ti corrisponde. Amsterdam ci aspetta. E comunque, meno male che è tornato Massimo, ora che il dente non gli fa più male è tornato il solito che je da'giù coi bassi, con la musica, con le stronzate, con la birra. Show must go on. E poi c'è Ubermensch che ha fatto il Mac Gyver qui in treno con una porta automatica che fischia... l'ha legata con lo spago da cucina e non chiudendosi non fischia.

Luca

Oggi finalmente siamo ad Amsterdam, città di grande interesse culturale seconda solo a Disneyland! (Alice)
La cultura dei tempi moderni andata in fumo, perduta, dai tempi del fungo dell'atomica, di diaspora, di olocausto, di perdizione. (Max)
Mamma mia come sei pessimista! Qui altro che fungo atomico, al massimo trovi la Magic Mushroom Gallery. (Alice)
Grazie per aver tradotto la mia battuta! E poi come fai a dire pessimista al medesimo, è? (Max)
[...] Seguono scaramucce trai due finché Massimo non si arrende!

26 Luglio 2002

Siamo sul treno per Bruxelles. Amsterdam è stata una città molto intensa sotto tutti i punti di vista, sia perché abbiamo fatto delle maratone a piedi ed in bici, sia per i numerosi localini interessanti : sia per la grande quantità di locali zozzi. A proposito di bici, oggi a momenti mi addobbavo perché sono riuscita perfettamente a centrare il binario del tram, però miracolo sono riuscita a rimanere in piedi. Incredibili sono i tramvisti che sfrecciano a 50 km/h e le bici senza freni. Il resto lo lascio raccontare ai miei compagni di viaggio.

Alice

Bella. Questo è il voto per la città di Amsterdam di giorno. Una messa in scena triste per turisti particolari. Questa è la descrizione di alcuni quartieri di Amsterdam nelle notti di un'estate. Comunque Amsterdam è veramente bella, particolare per tutti i suoi canali, le casette piccole e storte, le bici, i tram che corrono, la sua regolare sregolatezza! Da vedere in ogni suo aspetto. Dai coffee shop agli zoccoli, dalla gente alle donne in vetrina. Però devo dire che la notte nel quartiere a luci rosse c'è tensione per gli sbandati, per tutti quelli che ti sembra ti stiano seguendo. Bisogna stare attenti ed evitare di guardare negli occhi! Ma questo è vero pure a Roma Termini, al Serpentone, nel quartiere universitario di Bologna. Insomma tutto il mondo è paese. Di diverso c'è che qui possono farlo. E' consentito. Ma il fumo è turistico, praticamente prezzemolo, chissà, magari i funghetti sono buoni per fare la pasta. Si vede quello che si vuole vedere e si crede in ciò che ci fa illudere. Ma per farlo non c'è bisogno di "aiuto", basta essere esseri umani. O no?

Massimo

Ore 18:50
Uno squallido treno belga pieno zeppo di gente ci sta riportando da Amsterdam a Bruxelles. Dai finestrini entra un sole caldo... peccato viaggiare con questo tempo. Sia a Bruxelles sia ad Amsterdam il tempo non ci ha assistito, anzi! Bruxelles già era triste senza pioggia, mentre Amsterdam almeno per le poche ore di sole che abbiamo trovato, è risultata molto bella ed affascinante. Una delle cose più belle della città è stato sicuramente il museo di Van Gogh. Un'altra cosa molto bella è che si può scorazzare per tutte le vie con la bicicletta: pensare di fare una cosa del genere a Roma è un'utopia. L'ostello di Amsterdam era praticamente di lusso, visto anche il prezzo pagato. Cos'altro aggiungere: si vede quello che si vuole vedere è un'ottima sintesi per descrivere l'effetto delle cosiddette sostanze stupefacenti del posto.
Una parte importante va lasciata alla descrizione dell'impresa compiuta da 4 Interrailers: una specie di Pentathlon. I partecipanti: Andrea Ubermensch Sarro, Simone Distinto Linguetta, Bassimo John Metal Gaudiano, Marco Jordan Metal Lavra.
Discipline:
* Gara cronometro di resistenza (bicicletta con gli zaini).
* Sollevamento pesi (2 zaini a testa).
* Lotta grecoromana (conquista degli armadietti).
* Corsa (recupero bici).
* Cronometro (consegna bici).
Tutti e quattro i partecipanti hanno superato la prova con stile e spericolatezza. Vogliamo ricordarli così!

Marco

Amsterdam ha il fascino strano delle cose belle e dannate, sperse ma anche tenute segrete. Ma è una città il cui segreto lo vedi di giorno e di notte lo perdi, e non lo ritrovi quasi più. Sembra strano a dirlo: Amsterdam, la città aperta a tutto, a tutti, a ogni esperienza, a ogni mattata, di notte delude e di giorno t'illude? Più o meno, sì. E il nostro ottimo Bassimo ha ragione pure lui. Sembra come che la notte Amsterdam se la succhi via, se la "tiri" via nel fumo acido delle mille essenze, dei mille colori, delle mille luci tossiche dei suoi posti proibiti ma non troppo. E un po' perversa, Amsterdam, è un po' come Disneyland per bambini adulti, ma ancora purtroppo troppo adulti, che sembra non abbiano il coraggio di illudersi davvero, e si fermano davanti ad una vetrina, e si accontentano di una realtà che sembra illusione, che profuma di fuga proibita, ma è una realtà troppo logora, troppo buia, troppo triste, sempre troppo, troppo reale.

Luca

27 Luglio 2002

Mentre stiamo sul treno per Bruges o Brugge che dir si voglia, non possiamo non scrivere riguardo ai fatti della notte. Divisi in un 6+2, dalla parte del sei incredibili e naturali allucinazioni hanno terrorizzato il profondo sonno delle 3 di notte di Elisa P. che si è letteralmente buttata dal secondo piano del letto a castello, urlando. Per spirito di emulazione, o forse per non farla sentire sola, magari perché oggigiorno siamo tutti un po' omologati, in ultimo perché spaventata dalle grida, anche Alice si è tuffata. Panico, rumore, confusione. Io pensavo che stesse crollando un po' tutto (avevano divelto la spalliera del letto). Comunque... bella per tutti! Ora Elisa T. sta esponendo le sue sempre errate, infondate, forse invidiose, comunque senza logica né oggettivo spirito critico teorie su quanto tutte le ragazze oggettivamente "bone", belle o carine, siano in realtà incredibilmente ciccione, di facili costumi, racchie, e persino provette pornocameriere! Boh. De gustibus non disputandum est!

Massimo

Dite quello che vi pare, ma le mie grida non erano proprio del tutto infondate, ho sognato che l'ostello andava a fuoco e dovevamo evacuarlo... Poi ho visto fuori dalla finestra un tizio in posizione yoga che fumava un narghilè sopra una montagna... mamma mia che angoscia Bruxelles, ma fa proprio un pessimo effetto! Meno male che c'è Ubermensch.

Elisa P.

Io pur di non sentire più i suoi discorsi del... le do ragione in ogni campo! Elisa T. ha sempre ragione!!!

Marco

31 luglio 2002

Sono sul TGV che mi riporterà in Italia, sono le 12:25 ed è trascorsa una mezzora dalla mia partenza. Il paesaggio corre a velocità inaudite alla mia destra e alla mia sinistra... Parigi è sempre più lontana e con essa una parte di me. Lo chiamano Interrail: è un viaggio favoloso che ci permette di scoprire noi stessi e la multiforme vita che ci circonda. Sono nel primo vagone del treno; accanto a me è seduto un uomo in giacca e cravatta, davanti una signora sulla quarantina alquanto particolare e accanto a lei una ragazza (forse diciottenne?) molto carina, francese naturalmente, coma la quasi totalità dei passeggeri. Mi sento un pesce fuor d'acqua: sono in uno scompartimento di fumatori (e io non fumo!) e l'unica lingua parlata è il francese (anche dal capotreno allo speaker). Il verde dell'erba, gli alberi, le colline si tingono di grigio e il cielo plumbeo che incombe prepotentemente dall'alto crea un'atmosfera spettrale. D'altronde è il mio addio alla Francia, una Francia che in parte mi ha deluso, una Francia di francesi d'altra parte! E mi viene da chiedermi cosa fanno tutte queste persone sedute accanto a me, che il caso mi ha fatto incrociare. Non saprò mai nulla di loro come loro non sapranno mai nulla di me... è forse questo il (non)senso della nostra esistenza? No... tutto questo ha un senso, tutto ciò che accade accanto a noi inevitabilmente ci influenza. Tutto ciò che ci circonda ha senso in rapporto a noi stessi e noi stessi ne portiamo un'indelebile traccia. L'interrail è quindi qualcosa di insostituibile, di inimitabile, di straordinario. Oltre a mettere alla prova la propria individualità, visti i molteplici imprevisti ed incontri, inevitabilmente ci arricchisce, ci permette di vivere nel senso pieno della parola. D'altra parte io amo viaggiare, amo conoscere, amo scoprire! I miei compagni di viaggio sono ancora a Parigi, li rivedrò solo a settembre dopo il mio viaggio in Sud Africa. Già sento la loro mancanza!
Sono le 13:45 ed è appena passato il controllore. Fuori piove e l'acqua scende lentamente come lacrime sui finestrini. La nebbia mi permette di intravedere solo il terreno a bordi della ferrovia, anche se un timido raggio di sole tenta (invano) di penetrare in tutta questa oscurità. Mi manca Lione, mi manca Amsterdam, Bruges, Parigi ma anche Bruxelles, nonostante il suo tremendo squallore di città fantasma, abbandonata.
Alle 14:20 il treno si ferma a Valence, il signore in giacca e cravatta scende dal treno così finalmente posso sgranchire le gambe. Sono 2 ore e mezza che sono in viaggio, il treno è pieno e proprio ora si è seduta accanto a me una ragazza sui 30 anni. Qui a Valence il tempo è bello, ci sono poche nuvole e il sole bacia la terra circostante.
Alle 15:30 il treno attraversa Marsiglia ma non si ferma, accanto a me ora è seduto un ragazzo di colore perché la ragazza di prima aveva sbagliato posto. Il tempo è ora bellissimo, il sole risplende con tutta la sua forza.
Sono le 16:10, il treno si è fermato e non so perché. Non siamo in stazione ma comunque il capotreno ha aperto le porte e ci ha fatto scendere lungo i binari. Spero che non ci siano problemi gravi e di arrivare a Ventimiglia in orario.
18:10. Che inferno! Siamo stati fermi per due ore nei pressi di La Pauline-Hyeres a causa di un incendio che si estendeva per ben 5 km lungo i binari. Oh no! Ora ci siamo fermati nuovamente, a Sallies-Pont! E poi qui parlano tutti in francese e non conoscono l'inglese. Maledetto TGV! Maledette SNCF!
Alle sette del mattino del primo agosto sono finalmente a Roma, dopo mille peripezie e circa 19 ore di viaggio da Parigi!

Andrea "Ubermensch" Sarro

1 Agosto 2002

A Brugge (giunti dopo essere passati per la ridente stazione di Bruxelles) siamo arrivati un po' disorientati, o almeno io lo ero, perché tutti gli ostelli erano pieni e saremmo dovuti andare a dormire all'Ibis di Gent. Ma, MIRACOLO, abbiamo trovato un hotel che aveva due camere da quattro libere.
Miracolo perché Elisa, che si era mangiata un bel piatto di vongole la sera prima, si è sentita male: si è presa la cosiddetta "malattia del viaggiatore" (se la conoscete bene, altrimenti non ve la spiego perché ho appena fatto colazione) e siamo stati costretti a chiamare addirittura la guardia medica. Ora però è guarita perfettamente, ed ha ripreso a mangiare come un porcellino turco.
Dopo Brugge siamo arrivati a Parigi dove, dopo dieci giorni di interrail siamo riusciti a fare il bucato (spesa totale 56 €). Ma il giorno più emozionante è stato (per me, le Elise e Simone) quello a Disneyland perché, giunte al diciannovesimo anno di età, le Elise sono riuscite ad affrontare il gioco di Indiana Jones con il giro della morte! In realtà non se ne erano accorte e io e Simo non le avevamo avvisate altrimenti non ci sarebbero più venute... sono semplicemente sbiancate quando ormai già erano sui carrelli che andavano all'indietro!
Ora stiamo andando a Rennes, e a momenti questa volta perdevamo il treno.
Ormai abbiamo perso la nostra guida spirituale perché UBERMENSCH è andato via.

Alice

…e dopo i merletti e gli scorci fuori dal tempo di un'assonnata Brugge (e anche un po' malaticcia, vista l'esperienza di Elisa), dopo le farmacie, le guardie mediche e merli e merletti e merli e ancora merli, sulle case, sugli alberi sulle chiese, sui tavoli, finalmente Parigi! E Parigi, anche se meno confezionata, meno infiocchettata di Brugge, meno dannata di Amsterdam, Parigi ti prende e non ti lascia più. E' più un'atmosfera, più un'emozione, che una città. Ti sta tutta dentro, respira, sogna. E i lampioni che di notte sembrano cadere dal cielo, e i viali, e gli alberi, e le case, le finestre sempre diverse, e le vetrate ansiose di sole, e di luce… e quell'aria mistica ma non troppo, quell'arte che si respira come in un quadro sporco di colori, vivo, ma mai finito.

Luca

Per quanto riguarda la parte "culturale" della nostra permanenza parigina, oserei cominciare dal museo D'Orsay e dal Pompidou, rimandando a dopo i famosi e scontati, quasi noiosi, Louvre e Versaille.
Non tutti l'hanno visto. Molti di noi non sanno. Ma il Pompidou esiste. Bellissimo il piano dedicato all'arte moderna. A mio giudizio insignificante la parte dell'arte contemporanea. Sono stupendi i quadri di Picasso, Kandinskij, Leger, De Chirico, Matisse e del geniale Kupka. A proposito di Kupka la nostra fortuna c'ha permesso di trovare al D'Orsay una mostra temporanea proprio su di lui.
Ma il museo D'Orsay è soprattutto: Impressionismo. Monet, Manet. Poi Van Gogh, Cezanne. Renoire e Seurat. E altri ancora. E fra i tanti quadri c'era il famigerato "Olympia" di Manet chiestomi al mio esame di maturità il mese scorso... già così lontano.

Massimo

2 Agosto 2002

Questa volta si fa uno strappo alla regola, non sto scrivendo in treno ma nella camera d'albergo a Rennes. Visto che domani io e Elisa P. torniamo a casa (vorrei sottolineare che faremo scalo in Svizzera) volevamo appuntare le ultime cose su questo diario di viaggio per chiudere in bellezza il nostro interrail.
Si può dire che è stata una bella esperienza, anche se si sono passati momenti non proprio belli, tipo quando non c'era il treno da Lione o quando Elisa si è mangiata le vongole di un mese prima, ma alla fine le botte di fortuna, tipo Brugge, e i momenti di pazzeggio hanno preso il sopravvento e reso questa vacanza movimentata (quante ore saremo stati seduti in due settimane? 6?) e divertente (anche grazie agli sketch notturni miei e di Elisa P.

Alice

E da domani rimaniamo in cinque... che tristezza sembra di essere nella casa del Grande Fratello: Uber sei stato eliminato, Elisa e Alice siete state nominate.
Alla fine QUANDO IL GIOCO SI FA DURO I DURI COMIANCIANO A GIOCARE e io (modestamente) dopo aver vomitato e dato di corpo per un giorno intero posso dire di essere una vera DURA! Ehhhhh!
Comunque l'unico ricordo di Brugge è la faccia schifata delle persone che mangiavano seduti al ristorante davanti al quale ho vomitato un'intera lattina di the freddo.
Nota di merito a Massimo che si è offerto volontariamente di buttare il temuto sacchettino.

Elisa T.

3 Agosto 2002

Siamo rimasti in 5. Sono rimasti pochi giorni, ma ancora posti da vedere. Le ultime due notti abbiamo dormito a Rennes, per poi andare sulla costa del freddo oceano di st.Malò e Mont st.Micelle.
Trovando nel primo paese un'atmosfera d'altri tempi, alte mura perimetrali, casette piccole e vicine, senza balconi, con poche finestre colorate dai fiori sul davanzale, e poi le strade strette, lastricate, e il porto dei piccoli pescherecci. Si respirava l'atmosfera delle storie sui marinai di passaggio, dei porti, delle osterie dove raccontare storie incredibili. Conrad, Melville. "The rime of the ancient mariner".
E poi la marea, e le vaste spiagge: distese sconfinate di sabbia fanghiglia e conchiglie che tutti i giorni appaiono e scompaiono dentro una magia chiamata Marea.
La seconda meta, Mont st.Micelle, è più famosa, forse più attesa. Non dico che mi ha deluso perché esagererei, però è come se avesse venduto la sua anima, e parlo di un'abbazia dentro al mare, al turismo.
Orami sembra un falso, piena di guide, pullman e strabordante di gente. Ciò, per fortuna, non toglie molto alla sua bellezza. Al suo essere per un po' promontorio e prima e dopo isola... e poi daccapo.
P.S. Simone ed io ci siamo mangiati un piatto immenso di frutti di mare misti. Divino!
P.S.P.S. Un saluto ad Elisa P. che ha deciso di tornarsene prima a casa, di fare la "sorpresona" ai genitori e di armarsi... e ad Alice che ha deciso di seguirla.

Massimo

...sul TGV diretto a Le Mans
Sono le nove del mattino, un sonno atroce ci sta praticamente ammazzando. Neanche i pochi gradi sopra lo zero trovati in loco appena alzati sono riusciti a svegliarci!!!
Comunque ora la destinazione è Le Mans, la famosa città della 24 ore, oltre che la città delle due stellette del touring di Luca. Si parla di una cattedrale, ma si spera soprattutto in un buon ristorante!
Ma come si può non rivolgere un pensiero a qualcosa che se fosse stata con noi in questa città avrebbe dato un altro senso a tutta la giornata: la cara, vecchia, fedele DEDRA RM4D3917, sorella di tante fughe in saletta durante la settimana, fughe per darci respiro da Capozio e compagnie belle troppo scassa palle?!? Chissà se la Dedra sarebbe riuscita a fare anche lei qualche giro, la sua 3/4 d'ora di Le Mans!?!
O forse anche solo 5/7 d'ora di Le Mans? Chissà!! Solo che adesso lei non è più con noi, e non potrà più divertirci con le sue belle frecce, i suoi stop, le sue ammaccature, la sua aurea metal… sigh sigh

Marco

Ore 20:02
Siamo appena saliti sul treno che ci riporta a Rennes.
Le Mans ci ha un po' delusi. E' triste, priva di vita! C'è una cattedrale discreta... molto discreta.
Però abbiamo saputo migliorare la giornata comprandoci un pallone e improvvisando una tedesca di due ore... persa da me.
Ora è nata e poi degenerata una discussione stupido-filosofeggiante-intellettual-apatica sugli ormai ex compagni di classe, sul significato della realizzazione personale e su altri argomenti opinabili.
Luca è seduto vicino ad un geniale obeso: maglia bianca con fetta di pancia in evidenza, cinta viola e poca grazia. Bella per Luca.

Massimo

E bella per me. In effetti il mio posto non è proprio un bijoux. Ma in finale va bene così, tutto va bene. Dopo che ho visto la Bretagna (Le Mans un po' deludente, la tedesca ci ha salvato il pomeriggio, è vero!), tutto va bene, tutto è più bello, più assoluto, più vicino, da toccare, da immaginare un po' meno, tutto da vedere, perché io certe cose non pensavo nemmeno si potessero vedere, e invece, invece sì. St. Malo e Mont Sant Michel se non le vedi non ci credi. E invece è così. La marea che cancella la spiaggia, la spiaggia che cancella la marea, e il mare l'altra marea, e la marea l'altro mare ancora. Beh , lo sapevo, sapevo che succedeva, ma ora lo so, lo so meglio. L'ho vissuto. Ed era bello esserci, davvero.
Per quanto riguarda oggi, tra le spiagge bretoni e l'umidità che suda fra la gente, per le strade... e poi il freddo tagliente e un po' bastardo, per il resto (o proprio per questo), io in questo posto ci sto bene. Deprimente, un po'. Ma almeno ti sta vicino.
E comunque le discussioni pseudo-filosofiche aumentano, si trasformano in altre forse meno astruse ma più esistenziali di sicuro. Ad esempio, il domandone di oggi... ma perché la TEDESCA si chiama così? Una delle più interessanti risposte è stata quella del nostro caro METALLAVRA, che sostiene che "la tedesca si chiama tedesca perché la spagnola vole di' n'artra cosa e quindi è giusto così". Tesi interessante, poliglotta, cosmopolita. Hai capito 'sto Lavra?
Ora ho un po' di paura. Il mio gran vicino di treno ingombra un po' di più il mio spazio vitale. Grugnisce, mastica, guarda insistentemente il suo orologio, rimastica, rigrugnisce. Il pellicano mi sorveglia. Bella per me. Ho esagerato un attimo con le pagine. Uber, bel lavoro ti aspetta a copiare le mie malate digressioni. Il pellicano bestemmia pure. Addio.

Luca

4 agosto 2002

Mancano due albe e tre tramonti al nostro rientro a RM. Cioè poco. Oggi siamo partiti di buon ora e il nostro TGV per Parigi ha investito un non ben identificato essere vivente (ora non più)... ed è così arrivato con un bel po' di ritardo costringendoci a un folle corsa per non perdere la coincidenza per Lione. Grazie ad una buona dose di culo abbiamo preso il treno praticamente al volo ed ora siamo in viaggio, seduti vicino a tre francesi, dei quali uno è vestito tipo contradaiolo del palio di Siena, che si stanno facendo le canne in treno... si vede che in Francia si usa!!!
E i controllori se ne fregano, nemmeno li vedono. D'altronde a Parigi in un parco non lontano dal Louvre i poliziotti lasciavano che un folto gruppo di spacciatori (e parlo di roba pesante... bianca!) "operasse" tranquillamente a non più di cinque o sei metri da loro e in mezzo alla gente. Vabbe'... Hubrig lo dice sempre: in Francia se usa!!! E poi noi abbiamo visto pure gente a torso nudo nei centri commerciali ed uno col monopattino dentro al museo. Vive la France.

Massimo

Ore 13.00
Gli stronzetti francesi so' tornati... il coglione del controllore francese non se li è filati!!
Se vede che in Francia si usa davvero!!
Comunque 'sti tre francesi brutti brutti qui vicino a noi non sono mejo di due francesi brutte brutte, gitane, che sedevano vicino a noi sul treno da Rennes a Parigi. Ad un certo punto, all'inizio del viaggio una delle due mi rutta praticamente in faccia e poi, io per disgusto, loro divertite, se mettemo tutti a ride come cojoni. Certo che 'sti bastardi francesi so' tutti strani.

Marco

8 Agosto 2002

L'interrail è ormai finito per tutti quanti.
Il 6 alle 22 eravamo a Roma, partiti di buon ora da Arles, ultima tappa del nostro viaggio, ed anche cittadina mediterranea della Provenza, con tanto di foro e anfiteatro romano dove ora si svolgono le corride.
Stanchi e contenti siamo nuovamente a casa. Abbiamo accompagnato il ritorno intonando... io stonando... nostalgicamente l'inno di Mameli: forse perché stanchi dei "culi vigliacchi", dell'anglofona ignoranza e delle "sbrasonaggini francesi".
Ora pizza, pasta, sole, ed eroiche curve… con in più una splendida esperienza e migliaia di km su rotaie alle spalle.

Massimo

P.S. Marco Lavra sbava mentre dorme… eh, eh!!!

Si ringrazia Massimo per la trascrizione del diario dal giorno della mia partenza fino alla fine del viaggio. Naturalmente per la pubblicazione ho dovuto operare delle piccole censure al testo, cercando di rimanere fedele il più possibile all'originale!

Andrea

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